Nel Consiglio Comunale del 24 novembre 2025 è stato discusso un ordine del giorno atipico, relativo alla tutela dei civili e alla pace nella Striscia di Gaza, condiviso ed approvato dai rappresentanti dei partiti di destra e della sinistra locali: la nostra lista ha scelto di astenersi, in base ad una decisione meditata che intendiamo spiegare con chiarezza e trasparenza
La pace è un bene universale, un valore assoluto che non può essere selettivo né circoscritto a un solo scenario geopolitico.
Se si decide di prendere posizione come istituzione, la stessa sensibilità dovrebbe essere estesa a tutti i conflitti in corso nel mondo: dalla guerra in Ucraina (guerra rispetto alla quale la comunità di Casarsa si è spesa con grande solidarietà, concreta nei confronti di molti), alle violenze in Sud Sudan, alla crisi umanitaria in Myanmar, ai conflitti armati in Yemen, nel Sahel e in molte altre aree del pianeta dove civili innocenti continuano a pagare il prezzo di equilibri internazionali sempre più fragili.
Limitare il richiamo alla pace ad un’unica situazione rischia di apparire come una presa di posizione riduttiva e parziale.
Ricordiamo che un ente pubblico come il Comune di Casarsa non abbia competenze né possibilità di incidere concretamente sulla politica estera. Un atto di questo tipo, pur sostenuto da buoni propositi, è destinato a rimanere lettera morta, privo di efficacia reale e utile soltanto a confortare la coscienza di chi lo approva.
Per Cittadini Protagonisti la pace è un valore talmente alto da non poter essere utilizzato in modo retorico, se non strumentale.
Ravvisiamo inoltre una contraddizione sostanziale: mentre si chiede la pace in luoghi lontani, nella nostra stessa comunità spesso non ci si adopera con sufficiente determinazione per difendere la democrazia, il pluralismo e il rispetto delle voci diverse. La pace, infatti, implica riconoscere l’alterità, il diritto dell’altro ad esistere, ad avere e tutelare un pensiero e una visione diversi dai propri.
Ed ancor prima un colore della pelle ed una fede diversa. Non possiamo credibilmente parlare di pace nel mondo se, in casa nostra, non coltiviamo davvero ogni giorno queste condizioni fondamentali. Paradigmi culturali che invece di fare progressi si stanno in questi anni pericolosamente svilendo e affievolendo.
Prendiamo atto, non senza sorpresa, che l’Amministrazione si è impegnata per promuovere iniziative di solidarietà internazionale, cooperazione e dialogo interculturale. Temi che ad onor del vero paiono lontani – se non esattamente contrari – alle forze politiche della nostra maggioranza che si schiera con scudi di partiti che a livello nazionale, ma non solo, contestano le ONG, criticano le diverse ipotesi di accoglienza, auspicano un’italianità dura e pura e, non ultimo, hanno contestato proprio le marce per la pace. Il cortocircuito è completo.
In ogni caso, in coerenza con gli impegni che l’Amministrazione si è assunta, attendiamo eventi, progetti e azioni concrete che diano reale sostanza a queste prese di posizione.
Perché la pace non può essere presa in giro.