Un silenzio imbarazzante è stato il protagonista della cerimonia per il 25 aprile a Casarsa della Delizia.
Le Istituzioni che rappresentano il comune di Casarsa, e dunque tutti i cittadini, sono state oggi offese dalla mancanza di dignità assegnata dall’amministrazione in carica alla cerimonia.
Festa di Liberazione indissolubilmente legata alla nascita della Repubblica e alla pietra d’angolo sulla quale si regge la Costituzione.
A Casarsa, dopo la deposizione della corona d’alloro, non una parola è stata proferita dal vicesindaco Ermes Spagnol rappresentante del comune.
Un silenzio imbarazzante che ha lasciato i presenti attoniti, sgomenti e disorientati.
La cerimonia era già stata mortificata dal cambio di orario: anticipata dalle 11 alle 9, come fosse una ricorrenza minore e scomoda, che non poteva interferire col programma della sagra e di altre celebrazioni.
L’assenza del sindaco è stata poi la conferma della considerazione nella quale è tenuta dell’amministrazione la festa della Liberazione.
Davvero è possibile permettersi di ignorare e umiliare le fondamenta su cui si regge il nostro consorzio sociale democratico?
Davvero l’amministrazione di Casarsa non è in grado di articolare un pensiero sul 25 aprile?
Davvero è possibile un simile affronto davanti alla tomba di sei ragazzi morti, rappresentanti di molti altri hanno lottato per la libertà?
Per chi non ha nulla da dire, per chi non vuole o ritiene inutile osare pensiero noi diciamo, oggi più che mai, che:
– non si può tacere di fronte al dilagare all’ignoranza che ci rende sempre meno consapevoli di quanto è stato, dell’infamia nazi-fascista, di quanti sono morti, del valore della libertà, delle responsabilità civili che ci appartengono;
– non si può tacere di fronte al dilagare di nuove modalità fresche di neofascismo, che si rinsaldano dettando il costume nel dibattito politico e sociale, nelle dinamiche dell’informazione, nell’individualismo che se ne frega;
– non si può tacere di fronte alle spalle alzate, alla rassegnazione, al disinteresse annoiato e stanco di fronte ai soprusi, agli squilibri, alle ingiustizie, ai venti scuri di guerra che soffiano da Est.
– non si può tacere di fronte all’assenza di parole.
Perché le parole diventano esse stesse pensieri e i pensieri azioni.
Viva l’Italia libera, viva la libertà!