Violando il regolamento d’uso l’assessore Mastracco ha diffuso sul canale comunicativo un confuso comunicato ed una serie di menzogne, arrampicandosi sugli specchi per difendere una scelta imbarazzante per l’amministrazione.
A seguito di nostra segnalazione il Comune ha provveduto a togliere il post, ammettendo la violazione.
Vediamo punto per punto ciò che ha affermato.
1 – “Meno impegno per la manutenzione per le società sportive”: è chiaro ma solo perché la manutenzione di un campo sintetico andrà demandata ad una ditta specializzata, ma comunque un lavoro va fatto ed i costi annuali sono grossomodo gli stessi (circa 10.000€/anno). Con una sostanziale differenza: mentre per l’erba una società ha la possibilità di scelta se fare con le proprie risorse umane o esternalizzare ad un giardiniere il lavoro, nel sintetico intervengono ditte esterne specializzate: quindi mentre con il naturale i costi ricadono sul territorio, con il sintetico i costi fanno guadagnare ditte estranee al territorio. Si desume che gli attuali i contributi dati dal Comune alla società calcistica anche per la manutenzione verranno rivisti al ribasso.
2 – “Maggiore sicurezza”: una parola che non manca mai, che parla alla pancia degli elettori e che rassicura, peccato che sia fuori luogo. Infatti non si parla sicuramente della sicurezza degli atleti, in quanto il sintetico risulta più traumatico del naturale.
3 – “La storia recente del FVG parla chiaro: su 214, ben 104 amministrazioni hanno scelto questa strada”: intanto non si parla proprio di storia, ma al massimo politica recente. Ciò che è successo è che dopo gli anni di vacche magre, nel postCOVID la Regione ha avuto un notevole surplus economico da spendere, per cui tra le varie cose ha fatto rientrare la plastificazione dei campi di calcio. Se non vi fossero stati questi finanziamenti pochissimi ne avrebbero costruiti. Poi un conto è costruirne uno ex novo, altro è demolirne uno funzionante per rifarlo in plastica. Infine un conto è un ambiente montano o un territorio carsico, un conto è la pianura pordenonese, luogo ricco di piogge, acqua e terra adatta all’erba.
4 – “non una rinuncia alla tradizione, ma un investimento per il futuro delle nostre comunità”: non si capisce a cosa si riferisca, forse si potrebbe chiedere all’intelligenza artificiale?
5 – “patrimonio emotivo”: ma di che cosa sta parlando?
6 – “strutture sicure”: un’altra spalmata di pseudo-sicurezza sulla pancia non fa mai male. Vedasi punto 2
7 – “sostenibili nei costi di manutenzione”: non è che il sintetico non vada manutenuto (vedasi punto 1)…si parla di circa 10.000€/anno, non si capisce sostenibili in base a che calcoli?
8 – “Difendere l’erba naturale a tutti i costi rischia di diventare una battaglia di principio”: qui per Mastracco usa armi di distrazione di massa e mette in bocca cose mai da noi dette. Non abbiamo mai difeso a priori l’erba naturale: abbiamo solo detto che è un peccato demolire un campo funzionante in erba per trasformarlo in sintetico, ma che se si sceglie questa opzione la sede ideale è il logoro campo di vecchio di via del Fante.
9 – “il sintetico non cancella l’identità di un territorio, la rafforza: permette di tenere vivi i campi, di farli diventare spazi di incontro e di gioco continuo”: e noi che pensavamo di perdere la nostra identità togliendo l’erba! Ma di cosa sta parlando?
10 – “è proprio in questi luoghi che si rinnova lo spirito della comunità”: ma dai?
11 – “la decisione si basa su studi concreti, esperienze consolidate e dati oggettivi e non su semplici timori od impressioni ed in una valutazione reale del costo beneficio è evidente che la conversione in erba sintetica vinca”: Mastracco si è lasciato abbindolare dagli studi dei produttori di campi sintetici ed i dati oggettivi non li ha forniti. Un’esperienza consolidata potrebbe essere quella dell’Udinese Calcio, che dopo avere convertito i campi di allenamento del Briseschi in sintetico, li ha fatti rimuovere a causa dell’impraticabilità in condizioni avverse e per le proteste dei giocatori e degli staff, a causa dell’aumento dei traumi.
Ci si dimentica di una cosa importante: a Casarsa ci sono già il campo sintetico di via del Fante ed il campetto di calcio a 5 del centro sportivo. Plastificarne un terzo significa che ne avremmo solo uno su 3 in naturale, uno su 4 considerando il campetto piccolo
Crediamo che la cifra di partenza di 750.000€ (chissà poi alla fine di quanto lieviteranno i conti) sia una cifra esagerata e gonfiata: possibile che costruire un prato sintetico costi come costruire due grandi case?
Crediamo che sia assurdo demolire un campo in erba in ottime condizioni ed il relativo impianto di irrigazione recente e funzionante.
Crediamo che se lo si voglia fare, visto che il campo vecchio di Via del Fante è ormai logoro, potrebbe essere quello destinato alla sostituzione del manto sintetico.
Chiediamo che il Sindaco non sperperi il denaro pubblico in questo modo e torni indietro da questa scelta.