Uno dei punti centrali della campagna elettorale di Claudio Colussi è stata la promessa di risolvere il tema del traffico della Pontebbana, anche grazie alle amicizie personali con l’Assesore Regionale alle Infrastrutture Pizzimenti, con cui già allora aveva avuto colloqui in merito e individuato una soluzione. Ora veniamo al dunque e analizziamo i risultati di quegli incontri immortalati nelle foto di rito e così largamente sbandierati.
Quella più semplice e immediata ossia che “deve essere assolutamente deviato il traffico dei mezzi pesanti usando la nuova circonvallazione di San Vito” (magari mettiamo la fonte o indichiamo che trattasi di discorso di Colussi…) a distanza di 5 mesi è stata verosimilmente riposta in frigo, in attesa di essere riscaldata per la prossima tornata elettorale.
Meraviglia poi la soluzione proposta per il punto più critico e centrale del traffico, ossia l’incrocio tra la Strada Statale Pontebbana e la Strada Provinciale Val d’Arzino, dove sono iniziati i lavori per l’installazione di un nuovo semaforo.
Cosa c’è di strano?
1 – IL COSTO A CARICO DEL COMUNE: ma se le due strade sono rispettivamente una statale ed una “provinciale”, quindi di competenza ed interesse regionale, perché non si è pensato di coinvolgere la Regione per sostenere i costi per la sostituzione dell’impianto.
Sono circa 15.000 i transiti giornalieri (di cui 4.000 camion): i residenti di casarsa sono 8.200 (di cui automuniti 4.000)…è davvero un semaforo dei e per i casarsesi?
Perchè dopo tante promesse, anche regionali, e per un problema che grava in maniera così pesante, devono essere proprio i casarsesi a pagare? Il danno e la beffa.
2 – INCROCIO PER SEMPRE: se il Comune di Casarsa spende una cifra così alta (si parte con un preventivo di 45.000€, poi vedremo il costo finale) delle tasche dei suoi cittadini per installare un semaforo, non si tratta di una spesa temporanea o di un intervento provvisorio…significa che per il problema della Pontebbana non verranno pensate soluzioni alternative per i prossimi 20 anni.
Va da sé che ogni altra proposta per dare soluzione ad un problema così fortemente sentito dai cittadini, e che ha risvolti sulla salute e sulla qualità della vita in generale per la nostra comunità, verrà riposta in un cassetto fino alla prossima tornata elettorale.
3 – SOTTOPASSO PEDONALE: se il nuovo impianto avrà anche una fase dedicata ai pedoni è verosimile che i tempi di attesa delle vetture e relative code aumenteranno, però almeno i pedoni potranno attraversare in sicurezza: ma se la Regione non è in grado di accogliere neanche la possibilità di finanziare un semaforo, sarà davvero interessata e disponibile a finanziare il sottopasso che Colussi aveva individuato come proposta per migliorare l’attraversamento della Pontebbana?
Ribadiamo che ogni intervento sul semaforo a suo tempo era stato sospeso dalla precedente Amministrazione perché erano in corso confronti con la Regione sulla riqualificazione del tratto urbano della SS13, in particolare nell’area dell’intersezione con la SP1 Val d’Arzino: l’assessore regionale Pizzimenti aveva inviato a Roma uno studio di fattibilità per la riqualificazione della Pontebbana (da Campoformido al Ponte sul Meduna) con la previsione di una rotonda “a infinito” a Casarsa. A marzo del 2019 inoltre, in Consiglio Regionale era stata approvata all’unanimità una mozione che impegnava la Giunta Regionale a trovare una soluzione per il superamento dell’attuale semaforo. Con queste premesse spendere fondi comunali su questo semaforo a noi sembrava rasentare il danno erariale.
Ricordiamo infine che l’ex assessore Santoro aveva stanziato 1 milione di euro per la realizzazione di un sottopasso ed era già stato presentato e pagato dalla Regione uno studio di fattibilità che andava perfezionato: che fine faranno o hanno fatto questi fondi?
Le facili promesse e le soluzione miracolistiche hanno le gambe corte.