Colpisce la veemenza e la cattiveria con cui in un video scomposto il sindaco Colussi attacca Lavinia Clarotto, l’ex “sindachessa”, così bollata con tono sprezzante e maschilista. A fronte di un comunicato corale di Cittadini Protagonisti, del tutto civile nei toni e nei modi, in cui si manifestava contrarietà alla scelta operata dalla Giunta Colussi di abbandonare il progetto di trasferimento della Polizia Locale a Palazzo Burovich, in una porzione dei locali attualmente adibiti ad archivio, Colussi non trova altro di meglio da fare che vomitare odio e falsità contro Lavinia Clarotto, rea a suo dire di tutti i mali e i problemi che affliggono il Comune.
Colussi in realtà sembra non aver compreso appieno la sostanza del comunicato. Proviamo quindi a rispiegarglielo.
Innanzitutto smontiamo un’accusa: nessuno ha mai sostenuto che siano stati persi 200.000 euro di contributo; nessuno ha mai detto che questi fondi erano stati ricevuti né dalla Regione né da altri. Abbiamo parlato di uno storno di fondi a disposizione e questa è la pura e incontrovertibile verità: c’erano già delle risorse iscritte a bilancio, tra cui peraltro dei fondi regionali per la sicurezza destinati all’allestimento della nuova centrale operativa, e con meno di un decimo dell’avanzo libero disponibile si sarebbe potuta completare tranquillamente l’opera. Ma la nuova amministrazione con l’avanzo ha preferito asfaltare via Del Fante e ha devoluto su un altro progetto il contributo regionale per la sicurezza.
Non è quindi tanto una questione risorse, quanto di scelte.
Lo spostamento della sede della PL a Burovich poi, oltre a logiche di efficientamento dei servizi, sottintendeva un progetto ambizioso, che forse non incontrava l’unanime entusiasmo dei dipendenti comunali – il cambiamento difficilmente piace a tutti -, ma che è necessario intraprendere quanto prima, ovvero la digitalizzazione dei documenti e delle procedure e la progressiva smaterializzazione degli archivi.
Questo è un passaggio fondamentale, non per nulla è una delle azioni prioritarie del PNRR, oltre che delle strategie regionali e nazionali. Ma vi sembra logico che un intero piano di un’ala di un palazzo nobile recentemente ristrutturato al centro del paese sia chiuso al pubblico perché riservato alle carte? Tanto più quando ci sono degli spazi adeguati ad ospitare gli archivi a 500 metri di distanza al piano terra dell’ex Municipio. E nessuno di noi ovviamente ha mai pensato di spostare i documenti di consultazione quotidiana, ma di partire da quelli consultati con minore frequenza. Però questo evidentemente è un progetto troppo innovativo e avveniristico per l’amministrazione Colussi.
Altro tema scottante è Palazzo Zatti: in 10 anni di amministrazione Clarotto non si è mai volutamente investito nella sua ristrutturazione, perché da sempre c’era in programma lo spostamento della sede della Polizia Locale a Burovich. Che senso aveva spendere le poche risorse che i vincoli di bilancio, tra patto di stabilità e saldo di competenza mista, ci hanno frenato sino al 2018 per un’opera non prioritaria? La volontà era di alienare Palazzo Zatti nel medio periodo, anche per non appesantire i bilanci comunali con le spese di gestione.
Evidentemente l’amministrazione Colussi ha trovato la gallina dalle uova d’oro, visto che non parla di alcuna dismissione ma, anzi, è partita subito con una grande campagna acquisiti: sta chiudendo con l’acquisto di Casa Di Lorenzo per far spazio al Teatro – e ci sta -, vuole acquisire Casa Colussi Pasolini – e questo non ci sta -, sta trattando l’acquisto dell’ex Latteria di San Giovanni, poi chissà, forse sarà la volta anche di quella di Casarsa, e poi cosa altro ancora…
E altro tema fondamentale è l’ex canonica, edificio storico e di pregio che la nostra Lista vorrebbe vedere valorizzata al meglio, dopo un rispettoso recupero. Massima stima per la Polizia Locale e per il lavoro di Comandante e Agenti – sempre rispettato e onorato in questi anni -, semplicemente l’ex canonica secondo noi va utilizzata come contenitore culturale, sede di incontri, di allestimenti e di associazioni, mentre la Polizia Locale, e tanto più l’Ufficio Commercio, siamo convinti che starebbe bene a Burovich. E questo è tutto, punto.
Accusare Lavinia Clarotto di dietrologie o di mancanze è meschino, tanto più quando ancora non si capisce quale sia la progettualità e la capacità di programmazione di questa Giunta, che sposta in via d’urgenza degli uffici da un palazzo all’altro perché piove, ma che nulla dice su come intende valorizzare il patrimonio comunale e ottimizzare i servizi.