Ricorrono in questo 2025 gli ottant’anni della liberazione dell’Italia dall’occupazione nazi-fascista. Un momento storico cruciale per il nostro paese che vide protagonisti uomini e donne impegnati con strenua resistenza per la libertà, per una nuova Italia democratica. Uomini e donne di ogni estrazione e di ogni credo politico. Dall’impegno schierato dei partigiani casarsesi caduti nella lotta e che riposano nella tomba a loro dedicata – Menotti, Castellarin, Pasolini, Cossutta, Morassutti, Biasutti – sino a tutti quelli che in diversi modi hanno resistito, hanno intravisto la possibilità di un’idea altra, hanno avuto il coraggio di piccoli e grandi gesti eroici, hanno mantenuto saldo il rispetto della dignità umana nella barbarie della guerra. Basti ricordare il maestro Antonio Spagnol, anch’egli partigiano, Rita Sovran, Luigi Bozzetto. L’attivo protagonismo per la liberazione dei nostri sacerdoti conterranei, mons. Gioacchino Muccin (futuro vescovo di Belluno-Feltre) al tempo parroco di San Marco di Pordenone, don Giuseppe Cristante parroco di Castions che salvò un ebreo.
Cosa resta di quella stagione aberrante nera di lutti? Chi rimane a ricordare i convogli di deportati in sosta presso la stazione di Casarsa (alcuni dei quali salvati dai casarsesi rischiando la morte)? Chi ricorda il carrarmato con la bandiera nazista abbandonato a San Giovanni dai tedeschi in fuga?
Ora che gli occhi dei testimoni riposano, quel sacrificio, quell’impegno corre sempre più il rischio di essere non solo dimenticato ma bistrattato, deriso, opportunamente sottaciuto, liquidato dalla superficialità dell’ignoranza.
Il dovere della memoria ci impone di ricordare, di assegnare la dignità che spetta a questa ricorrenza. 25 aprile festa della Liberazione, data fondante ed imprescindibile per la nostra democrazia, una festa, che è festa di tutti.
Con senso di dovere civico, necessario oggi più che mai, Cittadini Protagonisti intende promuovere un momento di condivisione per ricordare la lotta di liberazione, per ricordare quanto sia stato duro il cammino verso la libertà, per ammonirci di saperla custodire nella concordia degli intenti e delle opere.
Lo faremo lunedì 28 aprile giornata nella quale a Casarsa si ricorda l’insurrezione contro il tedesco invasore, data celebrata con una cerimonia già ad un anno di distanza nel 1946, come documentato negli archivi del comune.
Per non dimenticare ci ritroveremo alle ore 20.45 sotto la loggia di S. Giovanni in Piazza della Vittoria. Condivideremo pagine di storia e musica con le note della fisarmonica, allegre, perché nonostante tutto quella speranza di giustizia fu momento altissimo di pura luce.
“(…) e noi abbiamo una vera missione, in questa spaventosa miseria italiana, una missione non di potenza o di ricchezza, ma di educazione, di civiltà”
(Lettera di Pierpaolo Pasolini a Luciano Serra Casarsa, agosto 1943)