L’assessore Mastracco tenta maldestramente di convincere i casarsesi della bontà del campo sintetico adducendo considerazioni davvero inconsistenti.
La necessità di persuasione dei cittadini è tale da richiedere un uso improprio degli strumenti comunicativi del comune, così le applicazioni destinate alle informazioni ai cittadini per urgenze, eventi e quant’altro, diventano utile mezzo per una campagna massiva di propaganda. Tutto questo in violazione dell’art. 5 del regolamento comunale.
E forse Mastracco non ha torto a tentarle tutte essendo molti concittadini giustamente contrari ad un intervento oltremodo insensato che nessun buon padre di famiglia, accorto ed oculato, metterebbe in atto.
La prima motivazione per giustificare lo sperpero di denaro pubblico è quella di dire che lo hanno fatto anche altri Comuni! Basta davvero questo per spendere la cifra di 735.000€ per smantellare un campo da calcio perfettamente funzionante per sostituirlo con uno in erba sintetica?
Mastracco si avventura poi nell’addurre risparmi di costi e di tempo, naturalmente senza riportare una sola cifra, perché il risparmio effettivo globale – considerando tutte, ma davvero tutte le implicazioni che un simile impianto comporta con manutenzioni ordinarie e straordinarie, sanificazioni e quant’altro – di fatto non c’è. È chiaro che in questo momento i produttori di erba sintetica fanno il loro lavoro e promuovono l’articolo, ma il discorso è molto più complesso ed è supportato – con buona pace di Mastracco – da studi, ricerche mediche e scientifiche, valutazioni tecniche di giocatori professionisti.
L’assessore allo sport parla di “investimento per il futuro delle comunità”, un investimento evidentemente breve perché la durata di un campo in erba sintetica – questo sì è un dato – è stimata in circa 15 anni.
Un tanto evidenziato Cittadini Protagonisti ribadisce di non essere comunque contraria a prescindere ad una soluzione di questo tipo. Ma un conto è spendere in maniera oculata e per reali necessità, altro è buttare via i soldi. Una gestione della cosa pubblica saggia implica in primis una valutazione dello stato di fatto e delle reali necessità.
Ed è per questa ragione che con senso di responsabilità e pragmatismo, prendendo atto del contributo regionale, chiediamo all’amministrazione comunale di dirottare le risorse destinate al campo “Titti della Negra” per la riqualificazione del campo di via del Fante, il cosiddetto “Campo vecchio”, ormai impraticabile. Tale intervento consentirebbe di non perdere il contributo regionale e al contempo di sistemare una superficie di gioco effettivamente bisognosa di interventi.
Egregio assessore Mastracco non si tratta di difendere l’erba naturale a tutti i costi, non si tratta di memoria del verde, non si tratta di ideologia a prescindere, si tratta di difendere il buon senso.