Dicembre 2022. Il comune di Casarsa perde un contributo destinato alle attività culturali con la restituzione della somma alla Regione
Aprile 2023. Il sindaco Colussi, con grande leggerezza e ingenuità, si impegna ad avviare la pulizia delle rogge immaginando di poter costringere gli operai comunali a svolgere un lavoro non previsto dalle loro mansioni. Con grandi annunci emette un ordine di servizio immediatamente ritirato.
Estate 2023. Il comune di Casarsa avvia un contenzioso con Consorzio Cellina Meduna sulla pulizia delle rogge, con l’unico risultato di aggiungere spese legali alle casse del comune e trovarsi a distanza di due anni con le rogge intasate ad ogni pioggia
Novembre 2023. L’amministrazione guidata da Claudio Colussi restituisce alla Regione un altro contributo di ben 30.000 Euro.
Giugno 2024. Il sindaco convoca il Consiglio comunale più importante, quello per l’approvazione del bilancio senza quorum della maggioranza.
Giugno 2024. Aumento di +27,7% della tariffa TARI per coloro che utilizzano il compostaggio domestico. L’assessore al bilancio interpellato in merito dichiara “Non lo so”: viene comunque approvato un Bilancio, ad insaputa dell’assessore al Bilancio
Ottobre 2024. La richiesta di contributo presentata dal comune di Casarsa per la manutenzione straordinaria del teatro Pasolini viene RIGETTATA PERCHE’ INVIATA SENZA FIRMA, facendo fare dinanzi alla Regione intera al Comune di Casarsa una figuraccia da dilettanti allo sbaraglio
Ed eccoci arrivati all’ennesimo imbarazzante errore, segno della demeritocrazia che governa Casarsa.
Il sindaco e la maggioranza che lo sostiene durante la campagna elettorale avevano fatto leva su l’indiscussa competenza in ambito amministrativo del candidato. Per una amministrazione “competente e responsabile” dichiarava Colussi nel suo ultimo messaggio prima del voto.
I fatti si sono incaricati di smentirli.
A farne le spese la credibilità e il buon nome del Comune di Casarsa che in ogni sede regionale continua a perdere peso e autorevolezza.
Ma prima ancora ciò che viene meno è il diritto dei cittadini ad essere ben governati.
Con meno proclami e video, molto spesso vuoti e sconclusionati, e con più serietà e diligenza.