Il 20 settembre scorso sono trascorsi 100 giorni dalle elezioni amministrative del 12 giugno.
Nei primi cento giorni di mandato si delineano generalmente le caratteristiche principali di un’amministrazione, gli orientamenti, le attitudini, gli interessi.
Sono un traguardo importante perché permettono di cogliere lo stile del mandato.
Che cosa ha fatto la nuova Amministrazione Colussi, il “Comune del Fare” in questo arco di tempo?
La fase insediativa si è caratterizzata per l’INCREMENTO DEI COSTI DELL’AMMINISTRAZIONE, lievitati con la scelta di aumentare il numero assessori e con la manovra che, a stretto giro, ha portato alla ridefinizione della compagine di maggioranza.
La dimissione (programmata e studiata a tavolino) di alcuni assessori, rimasti comunque in carica come esterni, ha consentito l’ingresso di nuovi consiglieri.
Un giro di valzer un po’ stonato rispetto alle dichiarazioni di Claudio Colussi “Grande impegno, meno costi”.
Di rilievo anche lo SFREGIO AD UNA PRASSI ISTITUZIONALE.
E’ stata infatti annullata una linea da tempo presente nel comune di Casarsa e che concedeva, per cortesia e giusto bilanciamento, la scelta del presidente della Commissione Regolamenti all’opposizione, prassi sempre democraticamente rispettata dalla giunta Clarotto.
Anche questo spazio è stato eroso.
Ora comandiamo noi (verbo presente indicativo).
Uno stile muscolare e talvolta davvero poco istituzionale che ha inaugurato, sin dai primi Consigli Comunali, questa nuova stagione della politica casarsese.
Un atteggiamento che ci pare di avvertire non solo nei confronti dell’opposizione, ma anche nei confronti dei cittadini.
Soprassediamo su scelte che riteniamo scellerate, ma fortunatamente ancora fantasie (come l’acquisizione di Casa Pasolini) per fare il punto su quanto interessa più da vicino ai cittadini: i lavori pubblici.
Dopo tante promesse Casarsa e San Giovanni si sono ritrovate nei mesi scorsi sgomente di fronte all’INCURIA DEL VERDE con un’erba mai così trascuratamente alta.
Dopo aver pontificato per anni, la soluzione dell’Amministrazione è stata quella di chiedere la collaborazione dei cittadini mettendo sulle loro spalle quanto spetterebbe al Comune.
La cittadinanza attiva è ben altra cosa, con paradigmi e modi decisamente diversi.
Nei primi mesi estivi, con puntualità giornaliera, si sono susseguite sui giornali tronfie dichiarazioni di interventi imminenti.
Con la stessa puntualità, di fatto, nulla è accaduto.
Peraltro su progetti già predisposti dalla giunta Clarotto e dunque pronti per essere realizzati.
Se i lavori per la piazza di Casarsa, già appaltati dalla Giunta precedente, si sono appena conclusi, il resto dei lavori arranca.
Il 13 luglio l’amministrazione Colussi dichiarava “MENSA ALL’EX CONSORZIO AGRARIO PRONTA A SETTEMBRE”. I lavori sono appena iniziati. I fatti si sono incaricati di dichiarare l’amministrazione inattendibile.
Il 21 luglio veniva annunciata l’imminente demolizione della casa del cappellano nella piazza di S. Giovanni. Il mese di ottobre è trascorso e apprendiamo dai quotidiani che la demolizione dovrebbe perfezionarsi nei prossimi giorni.
Ricordiamo che la paternità dell’iniziativa della NUOVA PIAZZA DI S. GIOVANNI è della giunta Clarotto. Linee progettuali, verifica della possibilità di demolizione della casa del cappellano, modifica al piano regolatore e non ultimo lo stanziamento dei fondi.
In merito alla piazza di S. Giovanni se qualcosa in questo momento potrebbe muoversi si deve solo alla giunta Clarotto. A scanso di equivoci è bene ribadirlo.
E sempre parlando di piazza che fine ha fatto il progetto sulla loggia? Anche in questo caso un primo lotto di restauro degli intonaci storici era già pronto per ridare lustro al centro storico.